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L’area complessiva
del Parco si estende su una superficie di 23.100 ettari dei quali 9.356 ettari
di zona agricola. Le aziende agricole occupano per le aree agricole e
forestali circa il 60% della superficie totale del Parco, mentre la SAU complessiva
delle aziende occupa circa 7.100 ettari.
L'agricoltura copre circa il 41% del
territorio del Parco ed è considerata una delle attività economiche primarie
dell’areale protetto. La PLV annua ammonta a circa 18 miliardi rappresentando
quindi un comparto economico rilevante.
In totale le aziende presenti nel Parco sono circa 200 così suddivise:
64% cerealicole-foraggere, 23% zootecniche, 6% orticole, 3% florovivaistiche,
1% frutticole e 3% altro.
Le aziende zootecniche sono prevalentemente situate a Coltano, Tombolo e San
Rossore, di esse 14 allevano bovini (4 da latte, 6 da carne con la linea vacca-vitello
e 3 da carne che si avvalgono del ristallo), e ospitano un totale di circa 2500
capi; in altre 12 aziende si allevano 2500 capi ovini da latte; i capi equini
sono invece 1400, ripartiti in 12 centri ippici, 18 scuderie. 3 centri di allevamento
e un centro di incremento ippico, nel periodo di svernamento (ottobre – Marzo)
sono presenti circa 2.200 cavalli soprattutto nella tenuta di Migliarino. Gli
avicunicoli sono rappresentati da fagiani in voliera, tacchini, galline ovaiole
e conigli.
L'attività produttiva, che rispetta i fondamenti
dell’agricoltura compatibile, è riconducibile alla produzione di cereali, frumento,
mais, colture per le industrie agro-alimentari come girasole (per l'estrazione
dell'olio), barbabietola da zucchero, soia, foraggere e prati-pascolo, inoltre
sono presenti circa 400 ha di ritiro ventennale dei seminativi ai sensi dell'ex
Reg. CEE 2078/92. La produzione cerealicola è la più diffusa con una spiccata
predominanza delle colture foraggiere. La produzione di orticole, in particolare
spinacio e pomodoro ma anche melone e anguria, è per lo più praticato nelle
aree golenali del fiume Serchio e nel Padule Meridionale per la particolare
fertilità dei terreni. La coltivazione dell’olivo è presente per 5 ha nel Padule
settentrionale, dove sono presenti anche pescheti, e per 70 ha nel Padule meridionale.
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