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Oltre un terzo dell’area del Parco è ricoperta da boschi; queste zone hanno subito notevoli cambiamenti con il passare dei secoli, le selve infatti che dominavano l’intera pianura hanno pian piano lasciato il posto a radure adibite ad agricoltura o sono state convertite intorno al XVI secolo in pinete. Fasce di Pino marittimo (Pinus pinaster) delimitano
la costa poiché più resistenti ai venti marini, mentre il Pino domestico (Pinus
pinea) ha ormai colonizzato le Tenuta del Parco cambiandone la morfologia;
Le pinete del Parco, in particolare Marina di Pisa e San Rossore sono passate alla storia anche per i famosi passi nell’Alcyone di Gabriele D’Annunzio che soggiornò in questi luoghi nei primi anni del ‘900. Le aree adibite a pineta di solito occupano fasce dunali parallele al mare e si alternano a zone più umide interdunali (lame) caratterizzate da un bosco mesofilo con varie tonalità di verde e composto da caducifoglie quali la maestosa farnia (Quercus robur), il frassino (Fraxinus oxycarpa), l’olmo (Ulmus minor) e il pioppo bianco (Populus alba) da queste parti chiamato Gattice; il pioppo viene infine coltivato e nelle aree agricole più umide troviamo spesso piantagioni di vari tipi o cloni di questa pianta. Molto più vario in questo caso il sottobosco che con specie arboree come il pungitopo (Cuscus aculeatus) e lo stracciabrache (Smilax aspera) trovano spazio piante più consistenti come il biancospino (Crataegus monogyna), il prugnolo (Prunus spinosa), la berretta di prete (Euonimus europaeus) e l’edera Hedera helix) che spesso avvolge alberi di primaria grandezza quasi a soffocarli. |